L’impianto di protesi peniena idraulica rappresenta una soluzione efficace per i pazienti affetti da disfunzione erettile grave e resistente ai trattamenti farmacologici. Tuttavia, come qualsiasi dispositivo medico, anche le protesi possono presentare malfunzionamenti nel tempo, rendendo necessario un espianto e un successivo reimpianto.
Uno dei problemi più comuni nei pazienti con protesi peniena è il cosiddetto effetto “Concorde”, una condizione in cui il glande si inclina verso il basso durante l’erezione, causando disagio estetico e funzionale. Questa problematica può derivare da una fibrosi dei corpi cavernosi, da un malfunzionamento della protesi o da un’inadeguata distribuzione della pressione all’interno del pene.
L’intervento eseguito dal Prof. Gabriele Antonini prevede l’espianto della protesi idraulica tricomponente malfunzionante e l’impianto di un nuovo dispositivo, correggendo al contempo la deformità del glande. La procedura chirurgica inizia con la rimozione della vecchia protesi e un’accurata pulizia della cavità per evitare infezioni. Successivamente, viene inserita la nuova protesi, garantendo un migliore ancoraggio e un allineamento corretto della struttura peniena.
Per correggere l’effetto “Concorde”, è fondamentale stabilizzare il glande e ripristinare un angolo fisiologico tra asta e glande. Questo può essere ottenuto attraverso l’uso di suture specifiche, materiali di rinforzo o una regolazione più precisa della protesi. Il risultato è un’erezione più naturale, sia dal punto di vista estetico che funzionale, con una maggiore soddisfazione del paziente.
Il reimpianto di una protesi peniena è una procedura complessa che richiede esperienza e precisione, ma grazie alle moderne tecniche chirurgiche i risultati sono sempre più efficaci e duraturi. Il Prof. Antonini è tra i massimi esperti in questo campo e continua a sviluppare metodologie innovative per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Gli interventi chirurgici che vedete in questo video sono stati eseguiti dal Prof. Gabriele Antonini. Alcune di queste immagini, destinate a un pubblico medico e a scopi educativi, potrebbero risultare intense per chi non è abituato a scene chirurgiche.